L’artiglio del diavolo è una pianta originaria del Sud Africa.
Questo nome particolare deriva dai piccoli uncini presenti sul frutto della pianta.

I componenti attivi dell’artiglio del diavolo sembrano essere gli “arpagosidi”, che si trovano nella radice secondaria.
Queste sostanze svolgono un’importantissima azione antiinfiammatoria associata ad attività analgesiche e antispasmodiche.

Viene anche utilizzato per migliorare la digestione, poiché si dice che il sapore amaro del te all’artiglio del diavolo stimoli i succhi gastrici.

Per questo motivo, stando ad uno studio riportato sulla rivista di Etnofarmacologia, la vendita dell’artiglio del diavolo in Germania è stata stimata sui 30 milioni di euro nel 2001, e pare rappresenti il 74% delle prescrizione mediche per reumatismi.

Una ricerca tedesca ha esaminato l’uso dell’artiglio del diavolo per dolori e tensioni muscolari alla schiena al collo e alle spalle.
Nelle 4 settimane di studio 31 persone ne hanno assunto 480 mg per due volte al giorno e 32 hanno assunto un placebo.
I risultati hanno dimostrato che c’è stata una significativa riduzione del dolore nelle persone che avevano assunto l’artiglio del diavolo.

Uno studio pubblicato nella rivista di Reumatologia faceva un confronto fra l’artiglio del diavolo e l’anti infiammatorio Vioxx (non più in vendita) per 6 settimane in 79 pazienti.
L’artiglio del diavolo è stato più efficace dell’antinfiammatorio nella riduzione del dolore.

Si trova in capsule, tintura e in bustine da te.
Per infiammazioni e dolori è assunto nella forma di capsule. Sulla base delle ricerche effettuate, la dose giornaliera di artiglio del diavolo deve fornire almeno dai 25mg ai 50mg di arpagosidi al giorno. Nell’estratto secco lo si trova indicato sulle confezioni, controllare le controindicazioni.

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